1968 — Pianeta Delle Scimmie

Quando si parla di fantascienza intelligente, un titolo brilla più di altri: Il Pianeta delle Scimmie ( Planet of the Apes ). Uscito nel 1968, questo film non è solo un blockbuster vintage, ma un’opera profetica con un finale che lascia senza fiato ancora oggi.

Se ami Black Mirror , The Twilight Zone o Interstellar , devi rendere omaggio a questo antenato ribelle. Raccontacelo nei commenti! 🐵🚀🗽 pianeta delle scimmie 1968

Ma nessuno ha mai eguagliato l’impatto dell’originale del 1968. Il Pianeta delle Scimmie del 1968 non è solo un film di scimmie che parlano. È un film sulla paura dell’altro, l’arroganza umana, la corsa agli armamenti e la distruzione ambientale. Temi più attuali che mai. Quando si parla di fantascienza intelligente, un titolo

Qui scoprono un mondo dove gli esseri umani sono muti, primitivi e ridotti in schiavitù, mentre le scimmie—gorilla, oranghi e scimpanzé—sono la specie dominante, dotate di parola, scienza e una rigida gerarchia sociale. Raccontacelo nei commenti

Taylor dovrà fuggire, dimostrare la propria intelligenza e scoprire la verità su questo pianeta... una verifica che lo distruggerà psicologicamente. 1. Un Trucco Rivoluzionario (per il 1968) Il make-up di John Chambers è leggendario. Invece di usare maschere rigide, creò protesi in schiuma di lattice che permettevano agli attori di muovere labbra e sopracciglia. Vinse un Oscar speciale per questo (all’epoca non esisteva la categoria “Miglior Trucco”). 2. La Sceneggiatura è un’Arma Basata sul romanzo di Pierre Boulle (lo stesso autore di Il Ponte sul Fiume Kwai ), la sceneggiatura di Rod Serling ( Ai confini della realtà ) e Michael Wilson è piena di dialoghi taglienti sulla società, la religione, la guerra e l’evoluzione. Non è un film di mostri: è un film di idee . 3. Colonna Sonora Indimenticabile Jerry Goldsmith compose musiche dissonanti, usando strumenti insoliti (come lame di rasoio su corde di pianoforte) per dare un senso di straniamento e primitivismo futuristico. Il Finale Più Scioccante della Storia del Cinema Attenzione: segue un piccolo spoiler culturale (ormai patrimonio pop). La scena finale mostra Taylor, in fuga a cavallo, che si imbatte nella spiaggia. E lì, mezzo sepolta nella sabbia, vede la Statua della Libertà. Crolla a terra urlando: “Maledetti! L’avete fatta saltare in aria! Dannati siate tutti quanti!”

Ecco tutto ciò che devi sapere su questo classico intramontabile. Un astronauta americano, il colonnello George Taylor (interpretato da Charlton Heston), si risveglia dall’ibernazione su un misterioso pianeta. L’equipaggio ha viaggiato a velocità prossime a quella della luce, scoprendo che il tempo sulla Terra è passato molto più velocemente.